Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia.

Nel 1994 Giovanna Vicarelli pubblicò un volume dal titolo “Le mani invisibili. La vita e il lavoro delle donne immigrate”1. Il libro è uno dei primi contributi in Italia sulla questione delle migrazioni femminili e del lavoro delle donne. Porta all’attenzione temi già allora cruciali, come il valore sociale del lavoro non riconosciuto – invisibile appunto – e l’intersezione tra genere e mobilità internazionale. L’Italia, diversamente da altri paesi di immigrazione, è stata interessata, sin dai primi arrivi, anche da flussi con una netta preponderanza femminile